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Il Coronavirus, in maniera silenziosa, ha messo in sospeso tanti tasselli davvero importanti per la nostra vita relazionale con le persone. Li ha temporaneamente sradicati dal nostro quotidiano, mettendoci a dura prova. L’amore per il prossimo ha bisogno di sensi e di condivisione purtroppo poco presenti durante questo momento storico così delicato e fragile.

Durante le attività culturali di formazione sul tema del Coronavirus che stiamo svolgendo, siamo rimasti colpiti dal discorso della nostra direttrice la Dott.ssa Rita Staniscia che ci ha voluto trasmettere motivazione e coraggio con queste parole:

"Oggi possiamo dire che il Coronavirus ci ha messo a dura prova dal punto di vista psicologico, economico e sociale, ci ha catapultati in un contesto molto simile al secondo dopoguerra. Questo Covid19 porterà delle conseguenze di grave crisi a livello mondiale e nazionale. C'è da chiedersi quindi: esiste una speranza per una ripartenza? Possiamo credere che la resilienza ci possa aiutare nella ripresa? La resilienza è guardare in positivo, così come è stato dopo il medioevo con il Rinascimento, ma anche dopo il secondo dopoguerra con il piano Marshall, in un momento storico in cui il nostro paese era in ginocchio a livello economico e sociale, ci siamo rialzati. Guardare in positivo significa che saremo capaci di ripartire con resilienza. Questo virus invisibile cosa ha fatto di noi e dei nostri rapporti interpersonali, delle nostre solitudini, in una società profondamente consumistica ed alienante, dove al centro del mondo non c'è più l'uomo, l’essere che pensa, che sa emozionarsi, che ama, ma ci sono il potere ed i soldi. Dopo questa profonda solitudine, questo uso dei social che ci ha diviso e ci ha reso una società in cui non esistono più i dibattiti e i confronti tra le persone, è arrivato il Coronavirus. Cosa ci ha insegnato? Ci sarà un cambiamento di vita? Tra gli individui cosa cambierà? Cosa cambia nell'amore e nell'emozione? Cosa cambia nei nostri sensi e nell'ascolto? Ritroveremo il modo giusto per ascoltarci? Da questo punto di vista questo virus ci aiuterà ad uscire e ritrovare il forte bisogno di dare valore alla vita. Dopo tutte queste morti e queste paure, che valore diamo oggi alla vita? Questa è la domanda che dovremmo porci tutti noi esseri umani. Dobbiamo dare più valore alla vita, agli alberi, ai boschi, alla natura, alla luce del sole, all'acqua, a tutto quello che ci fa vivere, che ci tiene in equilibrio, alla cultura, alla conoscenza, alla lettura e alla scrittura, alle tradizioni e ai valori di una volta che ci lasciano sempre degli insegnamenti importanti, al riscoprire la bellezza di lavorare con le mani, di cucinare e di socializzare. Stavamo perdendo il valore della vita. Ora dobbiamo ricominciare a pensare ai nostri sogni, all'amore, senza più rimanere isolati chinati sugli schermi dei dispositivi tecnologici, ripartire e guardarsi intorno per sentire il profumo della natura, per correre, camminare, respirare l'aria aperta. Bisogna aprire gli occhi e riprendersi la propria vita. Facciamolo tutti insieme prendendoci per mano, fino a superare le difficoltà e a rafforzarci, per diventare persone più umane e coraggiose."

Queste parole, che la Dott.ssa Rita Staniscia ci ha rivolto, hanno stimolato in noi una riflessione. Il virus ha modificato la regia delle nostre relazioni e ci ha impedito di fruire di strette di mano, abbracci, carezze, rischiando di creare in noi un clima di sfiducia, di ansia e di paura che avrebbe potuto farci vivere male il quotidiano. I gesti che solitamente comunicano più di mille parole, sono rimasti a riposo lasciando il posto alle parole e alla prudenza. Dimostrare quanto provato senza questi gesti è stato faticoso e complicato. Le parole hanno preso il posto degli abbracci rimpiazzando il contatto temporaneamente negato.

L'amore per il prossimo si è manifestato in tanti modi, con uno sguardo, con un sorriso, con l'attenzione, l'ascolto, con l’emozione che ha suscitato in noi ciò che l'altra persona ha detto, prendendo consapevolezza che quando si superano delle prove difficili nella vita i sentimenti si rafforzano ancora di più. Quando passerà l'emergenza Coronavirus si svilupperà un altro tipo di amore, tutti avremo un bisogno più forte di amare il prossimo. Già oggi possiamo renderci conto di quanto siano stati riscoperti "i sensi" ed il valore prezioso che hanno nella nostra vita. Apprezzeremo maggiormente anche una semplice telefonata, sapendo che qualcuno, a prescindere da un abbraccio o da una stretta di mano, ci sta ascoltando. Faremo tesoro di questo periodo di forte difficoltà, rimanendo uniti a fronteggiarlo, convinti che il mondo dopo la pandemia sarà migliore e più umano. Riprenderemo gli insegnamenti del passato e svilupperemo maggiore sensibilità, iniziando ad apprezzare anche quelle piccole cose che contribuiscono alla nostra serenità quotidiana.

 

I ragazzi del Quadrifoglio

 

Cultura

#CORONAVIRUS: ora e sempre Resistenza !

25 Aprile e il 1 Maggio ai tempi del Covid19

 

Durante il Coronavirus abbiamo celebrato due festività molto importanti per l'Italia, il 25 Aprile in cui ricorre la librazione dal nazifascismo e il 1 Maggio la festa dei lavoratori.

Nonostante i limiti imposti dalla pandemia queste festività non passano inosservate, perciò abbiamo voluto approfondire questi due temi, la resistenza ed il lavoro, per avere un'idea più chiara su chi siamo, da dove veniamo, dove ci stiamo dirigendo e per riscoprire la nostra identità nazionale.

Tra le ricerche svolte ci siamo soffermati soprattutto su due personaggi di valore: Gilberto Malvestuto (eroe  abruzzese della resistenza appartenente alla formazione partigiana della Brigata Maiella) e Giuseppe di Vittorio (politico e sindacalista italiano che ha lottato per i diritti civili sempre al fianco del popolo).

Possiamo dire che siamo rimasti colpiti dalla perseveranza e la tenacia con cui questi due grandi personaggi della storia italiana hanno combattuto, anche se in maniera profondamente diversa e per cause differenti, nell'intento di rendere l'Italia un Paese migliore, una terra libera e democratica.

Dopo un lungo percorso culturale, in cui abbiamo affrontato non solo questi temi ma anche i diritti umani, la memoria storica, le tradizioni, partecipando anche a mostre ed eventi in diversi luoghi d'Abruzzo, ci accorgiamo oggi di quanto sia migliorata la nostra capacità di analisi della realtà, la conoscenza dello stigma, di quanto siano cresciuti in noi i sentimenti di uguaglianza, fraternità e bene comune.

Attraverso letture e videoproiezioni, inoltre, ci siamo documentati ed informati elaborando opinioni e formando dibattiti su quanto appreso, comprendendo come soprattutto in questo periodo storico sia fortemente necessaria la cultura per contrastare l'odio e il pregiudizio, trovando nella conoscenza uno strumento incontrastabile di democrazia.

Ci siamo ritrovati per vedere un documentario su Giuseppe Di Vittorio, personaggio indimenticabile e rappresentativo dei diritti per il lavoro per cui ha sempre lottato, come anche una video intervista a Gilberto Malvestuto, eroe della resistenza ancora in vita, che raccontando degli eventi trascorsi durante la liberazione d'Italia dal nazifascismo ci ha trasmesso il sentimento di unità e valori forti, indistruttibili, come resistenza e libertà, oggi più che mai da riscoprire, perché come disse Sandro Pertini "dietro ogni articolo della Carta Costituzionale ci sono centinaia di giovani caduti nella Resistenza, quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla per sempre, ad ogni costo".

Noi ragazzi del Quadrifoglio urliamo insieme: ora e sempre Resistenza !

 

 

I ragazzi del Quadrifoglio