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Abbiamo avuto modo di leggere ed apprezzare il libro di Jonathan Safran Foer “Possiamo salvare il mondo prima di cena – perché il clima siamo noi”, da cui abbiamo compreso che noi tutti siamo responsabili del cambiamento climatico di questo Pianeta, ma soprattutto gli artefici del suo destino. Questo per diversi motivi: abusiamo delle risorse abituandoci al consumismo sfrenato, inquiniamo costantemente, deturpiamo la natura, provocando il suo degenerare.

Il messaggio di Foer è al tempo stesso commovente e doloroso, scoraggiante e ottimistico, e porta i lettori a rivedere il proprio impegno nel combattere una delle più grandi crisi che l’umanità abbia mai dovuto affrontare. Questo è scritto sul retro del saggio, ed è anche quello che ci ha trasmesso. Dopo averlo letto abbiamo compreso che ognuno di noi, nel proprio piccolo, può iniziare a rivedere i comportamenti e le azioni che svolge quotidianamente, per sperare di contribuire ad un arresto della crisi ambientale, per migliora…

 

Nonostante le profonde trasformazioni socio-economiche verificatesi nell’arco di mezzo secolo, la vita in Abruzzo resta legata ai valori espressi dal mondo rurale di un tempo e considerati per il settore gastronomico e folkloristico fondamentali ed irrinunciabili. Tra le molteplici tradizioni possiamo riscoprire la festa S. Antonio Abate, in dialetto "lu Sand'Andonie".

Essa solitamente si svolge a partire dal tardo pomeriggio della vigilia (16 gennaio) per concludersi il 17 (dies natalis del Santo) fino a notte fonda, fra un tripudio di canti, suoni e sacre rappresentazioni (“Le Tentazioni di S. Antonio”) messe in scena anche nell’entroterra abruzzese da bande giovanili fino alla fine di gennaio, con spirito ricreativo ma, a volte per le nuove generazioni, senza rendersi conto del profondo significato storico e antropologico che hanno tali rituali. In alcune località si svolgono inoltre  sfilate di “maschere”, poiché, com’è noto, il 17 gennaio segna anche l’inizio del peri…

 

Dal giorno dell’Immacolata in Abruzzo si frigge per Natale. In alcune zone le crispelle o crespelle o scrippelle infatti vengono offerte ad amici e parenti in visita nel periodo natalizio. Le crispelle sono diffuse molto anche in tutto il Sud d’Italia, in particolare nelle regioni della Calabria e della Sicilia. Questi particolari fritti, però, sono diversi a seconda del territorio: perché esiste una tradizione che li vuole salati, altri, invece, aggiungono uvetta e zucchero e li fanno diventare un motivo dolce dei dolci natalizi. Le scrippelle sono un cibo popolare la cui produzione era molto diffusa in passato per la semplicità degli ingredienti necessari a realizzarle, oggi hanno una vocazione eletta più al cibo di strada o street food che al consumo più squisitamente domestico. Preparazione povera della tradizione popolare, la scrippella ha origini antichissime e si prepara con impasto per pane o pizza, fritto in abbondante olio d’oliva o di semi. Le scrippelle sono molto…

 

Il parrozzo (o panrozzo) è un tipico dolce pescarese, associato alle tradizioni gastronomiche del Natale (ma non solo). È molto diffuso soprattutto nella zona orientale dell'Abruzzo. Ha ottenuto il riconoscimento di prodotto alimentare tradizionale della regione Abruzzo, nella tipologia "Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria".

Il parrozzo fu ideato e preparato nel 1920 da Luigi D'Amico, titolare di un laboratorio di pasticceria a Pescara. D'Amico ebbe l'idea di fare un dolce dalle sembianze di un pane rustico, anche detto pane rozzo (da cui è derivato il nome “Pan rozzo”), che era una pagnotta semisferica che veniva preparata dai contadini con il granoturco (contrapposta a quella preparata con la farina di grano e riservata alla tavola dei signori). Il pane rozzo era destinato ad essere conservato per molti giorni. D'Amico fu ispirato dalle forme e dai colori di questo pane e riprodusse il giallo del granoturco …

 

Le ferratelle (o pizzelle o cancellate o neole o nevole o nivole) sono un dolce tipico abruzzese creato con pasta da biscotto, cotto tramite una doppia piastra di ferro o ghisa, percorsa da scanalature e arroventata sul fuoco, che stringendo la pasta sopra e sotto, dà al dolce la forma caratteristica di cialda percorsa da nervature. I diversi nomi cambiano a seconda del paese nel quale vengono realizzate. Possono essere sia croccanti, sia morbide. Tra le varie varianti di disegno, la trama a rombi, o a cancello, dà origine al nome ferratelle. La forma classica è quella rettangolare, ma viene usata anche quella tondeggiante o a ventaglio e, alla festa di San Valentino, vengono preparate anche a forma di cuore. La pasta da biscotto viene preparata con un impasto a base di ingredienti naturali: farina, uova, olio, zucchero e aromi sono mescolati per creare la pastella, che viene poi cotta sulla doppia piastra. Per la versione più croccante, basta aggiungere un po' d’olio e aumen…

Cultura

Brian Eno: musica tra luci e forme

Composizioni geniali di un artista completo

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Brian Eno, nome d'arte di Brian Peter George St. John le Baptiste del la Salle Eno, è un musicista, compositore e produttore discografico britannico, considerato uno dei più importanti autori moderni, è ricordato anche per essere stato l'inventore della musica d'ambiente

Nato nel 1948 e cresciuto a Woodbridge, nella contea inglese del Suffolk, vicino a una base militare statunitense, fu influenzato nell'infanzia dalle trasmissioni radiofoniche delle emittenti militari NATO, che all'epoca trasmettevano soprattutto rock and rollDopo gli studi nella vicina Ipswich, entrò nella Winchester School of Art dell'università di Southampton, dove si laureò nel 1969. Durante gli studi fece parte di alcuni gruppi musicali usando come strumento un magnetofono, e la sua prima registrazione pubblicata, a cui partecipò come cantante, è compresa nella lunga opera jazz The Great Learning della Scratch Orchestra di Cornelius Cardew. 

La prima composizione fu del 1970, quando scrisse le …

Ambiente

"Abetina di Rosello": la riserva naturale Regionale

Viaggio in una natura da riscoprire

           

La Riserva naturale Regionale "Abetina di Rosello", nata come Oasi WWF nel 1992, è un’area naturale protetta dell'Abruzzo, istituita nel 1997. La Riserva è gestita dalla Società SILVA s.r.l. ed è sita nei pressi del centro abitato di Rosello in provincia di Chieti. La Riserva si estende nel territorio del Medio Sangro al confine tra l'Abruzzo e il Molise, dove scorre il Turcano e ha una superficie di 211 ettari. L'Abetina si trova in un comprensorio montano poco abitato ad alto valore naturalistico e paesaggistico; la sua altitudine varia tra gli 850 metri e i 1.179 metri di Monte Castellano.

Questa Riserva è costituita in gran parte da abete bianco, una pianta presente maggiormente sulle Alpi e più rara sugli Appennini, e proprio qui ha sede il Centro di Studi e Documentazione sugli Abeti Mediterranei. Nella Riserva si trova un abete bianco, che con i suoi 47 m di altezza è l’albero spontaneo più alto d’Italia. L’abetina di Rosello è il nucleo meglio conservato …

 

Il litorale abruzzese in provincia di Chieti è caratterizzato da calette, promontori, scogliere alte e frastagliate, questo tratto, che si estende da Ortona a San Salvo, comprendendo San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Casalbordino e Vasto, è noto come “Costa dei Trabocchi” e assume il nome, appunto, dal trabocco, antica e tipica costruzione marinara, che è frequente incontrare sulla costa e ne è diventata il simbolo. I trabocchi sono strane e complesse macchine da pesca, issate su palafitte con una ragnatela di cavi e assi. Non hanno una forma sempre uguale, ma, nelle loro parti essenziali, consistono in piattaforme, composte da tavole e travi non completamente connesse, elevate su primitivi pilastri conficcati sul fondo del mare o su scogli, e congiunte alla vicina riva da esili passerelle di legno. Dalle piattaforme si staccano le antenne, che sostengono le reti (dette “trabocchetti”) per mezzo di un complicato sistema di carrucole e funi.

 

 

I…

 

 

Il laboratorio artistico occupazionale di falegnameria è un’attività riabilitativa costituita da sei fasi:

1. Ricerca del materiale grezzo Nella prima parte della lavorazione si va in gruppo a recuperare il materiale, di solito sulle vicine spiagge abruzzesi dove si trovano tronchi e rami spinti sulla spiaggia e levigati dall’acqua, oppure presso aziende della zona che donano legnami vari.

2. Elaborazione del disegno tecnico del progetto Una volta in struttura si procede con la seconda fase, cioè quella del progetto, che viene definito mediante uno schizzo dell’oggetto che poi si andrà a realizzare, tenendo sempre conto del materiale a disposizione. In questa parte ognuno di noi propone delle idee, che diventano oggetto di discussione e che ci spingono a migliorare la nostra creatività. Alla fine arriviamo sempre ad un accordo sull’oggetto da realizzare, cercando di tener conto di tutti i punti di vista.

3. Preparazione del materiale per le lavorazioni successiv…

Gastronomia

Arrosticini: specialità abruzzese

Dalla tradizione pastorale alle nostre tavole

 

Gli arrosticini sono spiedini di carne di pecora tipici della cucina abruzzese, preferibilmente bisognerebbe utilizzare carne di pecora giovane, chiamata in dialetto abruzzese “ciavarra”. La carne di ovino va tagliata a cubetti piccoli della grandezza di circa 1 cm, i quali vengono infilati in spiedini di legno della lunghezza che varia dai 25 ai 30 cm (la parte con la carne è lunga circa 10 cm). Gli arrosticini sono legati alla tradizione pastorale dell'Abruzzo e al conseguente consumo di carne ovina. Il loro luogo d'origine è da ricondurre alla fascia orientale del Gran Sasso d'Italia, per la precisione la zona che va dalla Piana del Voltigno (quindi inerente ai comuni di Villa Celiera, Civitella Casanova e Carpineto della Nora) fino a Penne. La leggenda narra che furono inventati negli anni '30 da due pastori del Voltigno, che tagliarono carne di pecora vecchia in piccoli pezzi, poi infilati in bacchette di legno intagliato. Fu staccata una grondaia dal tetto di un'abitazi…